Articolo sulla Giornata della Memoria

 Giornata della memoria

articolo inviato alla Gazzetta di Parma

LA MIA GIORNATA DELLA MEMORIA

Marius

Sono la voce narrante della giornata della memoria, e devo leggere testi intensi, indimenticabili e molto impegnativi perché mi provocano un forte carico emotivo. Le parole di Moni Ovadia, sulle cause del Nazismo, rimbombano nell’auditorium. Vengono proiettati i simboli degradanti utilizzati per umiliare e annullare: Ebrei, omosessuali, zingari, politici, apolidi, malati di mente… Quello che mi ferisce di più sono la lettura di Primo Levi “se questo è un uomo” e soprattutto “Il bambino Hurbinek”. I testi trasmettono a me e a tutti i presenti sentimenti di rabbia, indignazione  e incredulità. “Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà”, queste sono le parole della canzone che chiude questa giornata per ricordare.

Serena

Mi chiedono di leggere un testo di Anna Frank. Accetto subito. Leggo delle parole dal Diario di Anna. È come un salto nel passato. È emozionante e  molto forte interpretare questo  ruolo, anche perché Anna Frank aveva la mia stessa età. Quando tocca a me accompagnata da una colonna sonora, capisco che devo dare il meglio di me. Mi  Sono accanto delle compagne che alzano un cartello con la scritta “Io sono Anna Frank”, Mi fanno compagnia e mi danno coraggio. Leggo delle parole che non potrò   mai dimenticare, che mi serviranno da insegnamento. Perché la storia non va dimenticata, e forse bisognerà stare attenti che non si ripeta. 

Samuele

In questo incontro ci viene a trovare un ospite speciale, un ex studente del Bodoni “Simone Baldini”. La ragione è la scomparsa di un suo compagno di classe che lui vuole ricordare, Massimiliano Cova. Mi colpisce molto perché prende parte all’incontro come fosse uno di noi, come se non fosse mai uscito. Si rivolge a noi anche con parole semplici e toccanti che, forse perché vengono da lui, sono più dirette, e ci dà consigli su quello che la vita ci potrà offrire. Mi sento di ringraziarlo perché è stato partecipe e  generoso, e non è una cosa scontata.

 

Simone e Edoardo

Ci colpiscono gli ospiti, in particolare Alice Pescini.

La sentiamo raccontare il suo viaggio della memoria, intanto proiettiamo sullo schermo le immagini che ci ha consegnato. Ha una voce gentile, spezzata ma ferma. Racconta qualcosa di incredibile, che in pochi hanno la “fortuna” di poter vivere. E noi restiamo a sentirla, impressionati da quelle forti esperienze che la sentiamo raccontare.  Fra le tante cose una è pazzesca… i nazisti costruivano gallerie immense dove facevano fabbricare  armi ai prigionieri . Negli ultimi giorni di Aushwitz , quando gli alleati stavano liberando il campo, i nazisti per nascondere le tracce dell’orrore preferiscono far crollare le gallerie seppellendo migliaia di persone. Nell’auditorium della scuola si percepisce grande interesse e forti emozioni, soprattutto durante la testimonianza di Alice.

Un’esperienza terribile che ci lascia il segno.

 

Nicolò

Nella nostra giornata della memoria c’è un inedito clamoroso. Il papà di Vasco Rossi è stato deportato tra i politici A Dortmund Stalag. È stato prigioniero due anni in un campo di lavori forzati e quando è uscito era quasi morto, pesava 37 chili. Vasco racconta sui social gli orrori che suo padre ha visto: gli amici pestati a sangue,  persone distrutte dalla fame, morti davanti ai suoi occhi, che sopravvivevano mangiando bucce di patate. Questa notizia suscita nell’auditorium stupore e attenzione. Alla fine Vasco ci canta la “canzone” dedicata a suo padre che gli ha provocato un immenso dolore, e per sviare questo dolore la dedica ad una donna.  Mi colpisce che Vasco Rossi abbia sofferto questo dolore immenso, perché pensiamo che le persone famose  siano sempre felici. La nostra giornata della memoria finisce con la canzone delle bambine ebree “Gam Gam”, cantata dal coro diretto dalla prof.ssa  Lucia Consigli.

Finale

La realtà raccontata questa mattina è più vicina di quanto pensiamo: abbiamo visto proiettate sullo schermo le pietre d’inciampo presenti a Parma.